MELONE E FETA AROMATIZZATO ALLA MENTA

breve analisi di un abbinamento

Melone e feta aromatizzato alla menta: il melone è altamente idratante per l’alto contenuto di acqua, ma ristabilizzante del rapporto tra acqua intra ed extracellulare per l’elevato contenuto di potassio. Per questo motivo è indicato per chi soffre di ipertensione arteriosa. Molto indicato anche per chi soffre di cellulite in quanto oltre ad essere diuretico è molto ricco di vitamina C utile alla manutenzione del collagene, la proteina più abbondante del nostro corpo che ha la funzione di tenere uniti i tessuti muscolare ed adiposo. Oltre a questo, nell’abbinamento melone e feta aromatizzato alla menta, per quanto riguarda la vitamina C i larn i livelli di assunzione raccomandata stabiliscono che il fabbisogno per l’adulto è di 105 mg per l’uomo e 85 mg per la donna. In 100 gr di melone sono presenti 36,7 mg di vitamina c e 200 gr arrivano quasi al fabbisogno giornaliero della donna. Questo controbilancerebbe l’assenza di vitamina c nella feta. Altro bilanciamento derivante dall’accoppiata della ricetta melone e feta aromatizzato  alla menta riguarda la vit b12, la cobalammina che assente nel melone, ma che in 100 gr. di feta sono presenti di 1,7 microgrammi. Se guardiamo il livello di assunzione raccomandato di b12 che nell’adulto è di 2,4 microgrammi, basta poco per raggiungere il nostro livello raccomandato, mentre copriamo perfettamente il fabbisogno raccomandato per i bambini che va da 0.9 a 2,4 microgrammi a seconda delle fasce di età. E se pensiamo al calcio sommando quello presente nel melone e quello presente nella feta arriviamo a mezzo grammo quindi a circa la metà del fabbisogno giornaliero degli adulti e dei bambini presente soprattutto nella feta.

Qualche accenno alla feta di questa ricetta melone e feta aromatizzato alla menta 

la feta è fatta con il  latte di capra contiene più grassi di quanti contenuti nel latte vaccino e per questo ha un tenore calorico più elevato: il latte di capra contiene 69 calorie per 100 grammi, mentre la stessa quantità di latte vaccino ne contiene 64 (se intero), 40 (parzialmente scremato) o 34 (scremato). Nonostante quanto appena affermato, il latte di capra è più digeribile del latte di mucca. Tale elevata digeribilità è dovuta al tipo di grassi ricco di molecole lipidiche da un peso molecolare ridotto: le molecole di grasso del latte di capra sono più piccole e più “aggredibili” dalle nostre lipasi, cioè gli enzimi che digeriscono i grassi. In più, il latte di capra contiene una maggior quantità di acidi grassi a corta e media catena rispetto al latte vaccino: tale molecole non hanno bisogno di una predigestione quindi sono assorbite direttamente a livello dell’intestino e inviate al fegato. Ecco perché il latte di capra è più digeribile del latte vaccino anche essendo più grasso. Altra cosa importante è che il latte di capra contiene una percentuale inferiore di caseina di tipo alfa S-1, la proteina che oltre a causare dipendenza in genere aggrava i sintomi di un’intolleranza a livello intestinale.

Per chiarezza: chi è intollerante al lattosio non dovrebbe consumare ne’ latte di capra, ne’ latte vaccino ma chi ha solo una difficoltà nel digerire il latte di mucca, potrebbe valutare il latte di capra come valida alternativa.

Insomma se non digerite il latte vaccino e/o avete delle infiammazioni intestinali sappiate che questa ricetta melone e feta aromatizzato fa per  voi per la bassa presenza di caseina infiammatori nel latte di capra rispetto al latte vaccino e per la presenza di grassi che non hanno bisogno di sottoporsi al processo digestivo attraversando direttamente l’intestino.

Buona estate a tutti

Dr.ssa Sonia Trebaldi

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